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Tropea

Dici Tropea e pensi subito a sole, mare, e panorami indimenticabili.Questo splendido borgo sorge in provincia di Vibo Valentia, lungo la Costa degli Dei, anche detta la Costa Bella per i panorami suggestivi e per la vicinanza alle splendide Isole Eolie. Affacciata sul Mar Tirreno, Tropea è infatti uno dei luoghi più incantevoli della costa calabra. Senza dubbio il mare cristallino e la sabbia bianca sono un forte richiamo per il relax estivo, ma per chi ama la vita sottomarina non c'è nulla di più suggestivo che immergersi in queste acque, particolarmente pescose. Tropea sorge appunto sul gradino più basso dell’altopiano del Poro e il suo abitato occupa una vasta rupe di arenarie mioceniche che strapiomba a nord, sud e ovest sopra un lembo sabbioso di spiaggia, a cui si sono congiunti due grossi frammenti insulari: lo scoglio di S. Leonardo e la cosiddetta isola di S. Maria.Di notevole interesse è il centro storico della città, con molti palazzi nobiliari del XVIII e del XIX secolo, fatto di viuzze e slarghi su cui si affacciano chiese e palazzi nobiliari è l'ideale per il passeggio e la sosta in locali caratteristici ma anche per ammirare, dal Corso Vittorio Emanuele, uno splendido panorama. Interessanti sono i "portali" dei palazzi rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotati di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, che successivi veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Simbolo della città è il Santuario di Santa Maria dell'Isola, che sorge su un promontorio di fronte alla cittadina. Di notevole interesse è la Cattedrale di Maria Santissima di Romania, edificio del 1100, in stile romanico, contenente la sacra effigie della Madonna di Romania, protettrice della città e la Chiesa del Gesù.Inoltre la città ospita, negli antichi locali del Vescovato, il museo diocesano, contenente ori e argenti della cattedrale e parecchie opere pittoriche, sculture e affreschi, manufatti e arredi. Recentemente, inoltre, è stata aperta la sezione archeologica. Di notevole interesse artistico la chiesa del Gesù sita nel centro storico e la chiesa dell'Annunziata del XVI secolo. Un luogo divenuto il centro culturale cittadino è poi il complesso di Santa Chiara, recentemente restaurato, che ospita una sala congressi nell'antica chiesa medievale, mentre le sale che furono un tempo parte del convento delle clarisse sono state destinate al Museo civico del mare. Numerosi e caratteristici, sono gli affacci a mare, chiamati anche villette, tra cui l'affaccio Raf Vallone o dei Sospiri, considerato uno degli affacci più belli del Sud Italia.
Tropea accoglie il visitatore con il Santuario della Madonna dell’Isola, centro storico, animato e colorato come tutti quelli del Sud Italia, si aprono scorci magnifici sul mare e il Duomo di Tropea, con un’immagine miracolosa della Madonna di Romania. Il cuore del centro è Largo Ercole, con la sua bella piazza, e da qui si raggiunge Palazzo Toraldo, che ospita anche una collezione di reperti archeologici, e Villa Braghò.   Il santuario è di proprietà dell’abbazia di Montecassino, e da circa 1.000 anni domina il mare e la marina di con la spiaggia ai suoi piedi. Oltre ai motivi spirituali e religiosi, questo santuario merita una visita per il fantastico panorama che offre il piazzale esterno. La cattedrale di Maria Santissima di Romania è il duomo di Tropea ed è anche conosciuta come la Cattedrale Normanna, perché fu costruita dai normanni alla fine del 1200. Sorge sui resti di un cimitero bizantino e, insieme al Santuario della Madonna dell’Isola è il luogo di culto più importante della città. Nel corso dei secoli questo edificio ha subito molti rimaneggiamenti anche danni a causa dei terremoti: oggi è un grande edificio che si sviluppa in lunghezza, con tre navate, e spicca per le mura del giallo tipico del tufo con cui è stata costruita.
La scoperta sul finire dell’Ottocento di due piccoli cimiteri cristiani risalenti al IVsecolo, le cui lapidi e simboli sono di intonazione latina, ha messo in evidenza che la città fu antichissimo focolare di cristianesimo. Il periodo dal VII al X secolo è segnato dalle incursioni degli Arabi che coinvolsero profondamente la città. La cessazione delle invasioni saracene si ebbe soltanto nel secondo quarto dell’XI secolo, quando i territori dominati dagli Arabi furono conquistati dai Normanni. La fedeltà che la città mostrò ad Alfonso V d’Aragona e a Ferdinando II, le valse molti privilegi che la resero uno dei luoghi più importanti e fiorenti della Calabria. La città continuò a mantenere il suo prestigio anche durante la successiva dominazione spagnola. Da tutti i sovrani di Napoli ebbe, infatti, la conferma dei privilegi demaniali e fu istituita in «università» con poteri su 23 villaggi. Questa organizzazione del territorio basata sulla contrapposizione fra civitas e burgus, però, a lungo andare, fu causa di non pochi malcontenti soprattutto fra la gente dei casali che si vedeva assoggettata alle famiglie della nobiltà tropeana con forti disparità principalmente nella ripartizione delle tasse. L’università era amministrata dai duoviri, eletti annualmente nella misura di uno per ciascuno dei ceti dominanti nella città cioè nobili e piccola borghesia. In quel periodo, infatti, il tessuto urbano fu seriamente sconvolto dagli interventi che l’ingegnere Sintes, inviato dalla corte di Napoli per rimediare ai danni del sisma, vi compì, iniziando a realizzare una sua proposta barocca di aggiornamento e di ampliamento della città fondata non solo sul recupero di alcune preesistenze seriali dell’organismo urbano, ma anche sulla creazione di molte piazze nonché sull’allargamento delle strade principali con la maggiore regolarizzazione possibile del loro tracciato e sulla chiusura di alcuni dei piccoli vicoli caratteristici. Inoltre, a scopo preventivo per eventuali futuri sismi, fu proposta la riduzione delle altezze degli-èdifici con conseguente demolizione dei piani più alti. Sulla Fondazione di Tropea, molte sono le ipotesi e le supposizioni che vari studiosi hanno avanzato circa il nome di colui che in tempi remoti, gettò le fondamenta di questa cittadina. Dai documenti di StrabonePlinio e Coropilata, possiamo scorgere di una cittadina chiamata Portercole, ma gli studiosi si chiedono ancora se questa corrisponde all’attuale città di Tropea. Secondo Luigi Grimaldi, Tropea deriverebbe dal greco e significherebbe nutrice, appellativo dato a Giunone, alla quale sarebbe stata dedicata da Ercole la città da lui fondata, per quella che era la sua nutrice. A tal motivo venne edificata la cinta Muraria che rappresentava la maggior difesa di Tropea. Tropea non riusci a respingere l’attacco e fu costretta a sottomettersi al popolo arabo che qui vi rimase per molti anni. In epoca più recente, attorno al 1500, Tropea venne colonizzata dagli Spagnoli che qui fondarono il borgo tropeano. I paesi governati da Tropea erano Parghelia, Alafito, Zaccanopoli, Fitili, Daffinà, Daffinacello, San Giovanni, Zambrone, Drapia, Gasponi, Santa Domenica, Ciaramenti, Brattirò, Caridi, Carciadi, Spilinga, Panaia, Lampazoni, Barbalaconi, Orsigliadi, Brivadi e San Nicolò. Questi erano i villaggi assoggettati a Tropea che li governava fissandone tasse e commerciandone i suoi prodotti.
Tropea oltre ad essere conosciuta per il Borgo più bello d'italia e per il suo mare cristallino è anche affiancata alla Cipolla Rossa. L’area storica di produzione in Calabria è il territorio di Capo Vaticano  nel Comune di Ricadi ma anche Zambrone, Briatico e i paesi dimitrofi  ma il nome “Rossa di Tropea” è scaturito dal semplice fatto che le spedizioni in tutto il mondo delle cipolle avvenivano dalla scalo ferroviario di Tropea. Il trasporto delle cipolle rosse dai campi alla stazione di Tropea avveniva tramite somari oppure tramite carri trainati dai buoi, percorrendo sentieri a ridosso del mare. Fonti storiche e bibliografiche attribuiscono l’introduzione della cipolla nel bacino mediterraneo e in particolare in Calabria, prima ai Fenici e poi ai Greci. Molto apprezzata nel Medioevo e nel Rinascimento, era un prodotto fondamentale per l’alimentazione e per l’economia locale, venduta ed esportata via mare in Tunisia, Algeria e Grecia. Numerosi scritti di viaggiatori, che arrivarono in Calabria fra il Settecento e l’Ottocento, descrivono le meraviglie delle comuni cipolle rosse di Tropea dal gusto dolce e non pesante. La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP si diffonderà, comunque, con maggiore impulso solamente in seguito, nel periodo borbonico. La Cipolla Rossa di Tropea si conserva fresca per pochi giorni, mentre il tipo intrecciato può essere conservato per poco più di un mese. Grazie alla sua dolcezza, risulta particolarmente indicata per la preparazione di insalate in abbinamento con altre verdure e formaggi. Si utilizzano anche le code del prodotto fresco, per la realizzazione di frittate. La cipolla disidratata viene usata prevalentemente nella preparazione di sughi. I bulbi di piccolo calibro sono ottimi per la preparazione di sotto aceti. Con la Cipolla Rossa vengono realizzate marmellate e mostarde, ottime abbinate ai formaggi e alle carni, ma anche saporiti antipasti dove il prodotto è rosolato in padella insieme ai peperoncini piccanti e poi servito su crostini di pane. La gastronomia tropeana è basata sui prodotti dell'immediato entroterra e del mare, mantiene molte delle tradizioni semplici dei pescatori e dei contadini. Si fa ampio uso di pesce azzurro, di tonno e di pescespada. U surici (pesce Pettine), pesce che vive in poche zone del mar Tirreno viene consumato fritto con l'olio extravergine. Le verdure e i legumi costituiscono un ottimo piatto unico, ma anche un contorno prelibato: peperoni fritti, melanzane ripiene, e caponata continuano l'antica tradizione della cucina tropeana. Il tutto è insaporito con l'agghjata, condimento a base di peperoncino, olio extravergine di oliva è aglio di Papaglionti. Come contorno viene molto utilizzata la cipolla rossa di Tropea, cruda, ottima con le insalate estive di pomodori freschi, olive e origano

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