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Stilo

La città di Stilo è una meraviglia di per sé: più di ogni documento, la sua posizione arroccata sulla fiumara a guardia del mare Ionio ci racconta della straordinaria vicenda di questo luogo, che interpreta e rappresenta quella di tutta la Calabria. Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino. Nelle vicinanze di Ferdinandea, si estende il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Come fauna sono presenti il gatto selvatico, la martora e numerose specie di picchi. Le testimonianze delle culture, che hanno segnato nei millenni la storia di questa terra, si ritrovano a Stilo e nei suoi dintorni: dalla colonizzazione greca della costa, agli insediamenti monastici del periodo bizantino, ai monumenti del periodo rinascimentale e barocco fino alla straordinaria vicenda della nascita dell’industria del XIX secolo, così sembra che su questa parte della Calabria si sia voluto quasi concentrare il meglio che questa regione poteva esprimere in termini di cultura, religione, arte e scienza. Posta a 400mt sul livello del mare e alle spalle della quale si erge la ripida parete del monte Consolino, Stilo si ritiene fondata nel VII secolo dai profughi di una mitica città marittima.  
Oggi Stilo, è una delle città più belle e visitate della Calabria. La sua terra ricca di storia e monumenti, la sua cultura ultra millenaria e le numerose manifestazioni presenti in ogni periodo dell’anno, regalano piacevoli sorprese al turista e gli offrono la possibilità di arricchire la propria permanenza con momenti di cultura, arte e artigianato. Il centro storico e il vicino borgo custodiscono gelosamente delle splendide ricchezze: un dedalo di viuzze, case attaccate l’una all’altra quasi a sorreggersi tra di loro, cortili e giardinetti che creano scorci di incantevole poesia, maestosi palazzi nobiliari, stupende chiese e soprattutto le mura di cinta con le torri e le porte urbiche, conferiscono a Stilo l’aspetto di una tipica cittadina medievale e fanno di essa uno dei Borghi più belli di Italia. La Città del Sole ha dato i natali a personaggi illustri, quali Tommaso CampanellaFrancesco CozzaDomenico Vigliarolo. Uomini che con il loro operare, hanno dato lustro non solo al loro Paese ma a tutta la nazione.

LA CATTOLICA

E’ un edificio religioso di piccole dimensioni ubicato in adiacenza all’abitato di Stilo, alle pendici del Monte Consolino. La ricchezza espressiva, appartenente ad una tradizione architettonica tipicamente bizantina, la colloca a pieno titolo tra i più notevoli  monumenti calabresi. Maria delle Grazie, fondato nel 1570. La struttura del convento era già attiva nel 1574, quando due suore, provenienti dal Monastero di Catanzaro, vi si sono insediate. Il complesso era riservato alle religiose provenienti da famiglie nobili del circondario. Sul fronte occidentale vi era una chiesa ad aula unica, sovrastata da una cupola semisferica. I muri perimetrali, oggi visibili in prossimità dell’accesso alla Cattolica, delimitavano l’area libera destinata ad orto e frutteto. FONTANA DEI DELFINI (DETTA GEBBIA) La Fontana dei Delfini, detta Gebbia, è situata sulla via che conduce al Duomo, poco prima di oltrepassare l’antica porta della città. Testimonianza dell’influsso arabo nella cultura locale, la fontana celebra la cacciata dall’imperatore Ottone, La sua particolarità è quella di essere stata eretta proprio contro un muro forse a causa del poco spazio a disposizione. Formata da tre vani, il centrale è occupato proprio da una statua di due delfini, mentre i laterali sono vuoti. PORTE CIVICHE E MURA DI CINTA; L’antica inespugnabilità di Stilo si ottenne attraverso la creazione di opere murarie di difesa che cingevano il Castello Normanno, costruito da Ruggero il Normanno sul Monte Consolino, con grande importanza strategica.  Di queste cinture, se ne possono ravvisare ancora alcuni tratti lungo l’erta del Consolino. Inoltre, sparsi qua e là, vi erano altri posti di guardia e singole difese, che potevano rendere quasi impossibile il passaggio al nemico, che avesse eventualmente forzato le altre opere difensive. In questi recinti è possibile ancora oggi individuare tre porte e due postazioni ricordate con il nome delle antiche macchine di difesa che erano installate in quei punti: ingenia e mangana. La cinta bassa delle fortificazioni cominciava poco più sopra della chiesetta bizantina La Cattolica. Prima del castello vero e proprio, che aveva autonome fortificazioni e torri circolari, vi erano altri sbarramenti e serbatoi di acqua. PALAZZI GENTILIZI  E LE FAMIGLIE NOBILI Stilo ha un bel cuore pulsante, caratterizzato da un centro storico caratteristico, formato da viuzze e palazzi storici. Le chiese e il borgo costituiscono un indubbio patrimonio storico, culturale e spirituale.  Nel centro e nelle vicinanze della città di Stilo, sono presenti una molteplicità di palazzi gentilizi. In particolare, l’edificio civile appartenuto ai Conti Capialbi, ricco di belle sale,  si trova nel Rione di Santa Lucia. Nella contrada Nipitino, vi è ancora un grande edificio rurale di nobile fattura, con graziose finestre ad ogiva, un tempo appartenuto alla stessa famiglia. La Biblioteca, che custodiva una ricca collezione di libri antichi, appartenne per ultimo al conte Massimo Capialbi, colonnello dei bersaglieri
Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionisio I di Siracusa della città di Caulonia. Secondo Apollinare Agresta fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo. In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon (da kosi= villaggio e silinon = della luna). Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida. Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. In questa zona è stato ritrovato l’unico complesso residenziale romano in villa, denominata villa di località Maddaloni dell'area a cui è stato attribuito uno sviluppo in senso monumentale nel corso del III secolo e almeno altri 4 siti tardo-antichi a corona. In età Medievale Stilida divenne parte dell'Impero Bizantino nel VI secolo, lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di più verso l'interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro; come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo. Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all'invasione Normanna. Ai tempi era definita oppidum, cioè città fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte d'accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari. Tra il X e l'XI secolo nascono e si espandono i monasteri di diritto metropolitico di Santa Maria d'Arsafia documentato come il più antico sul territorio. Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre città come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprietà di signori feudali. Conserverà questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revocherà i privilegi. Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali ad istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali
La cucina tipica stilese è, come quella dell'intera Calabria, assai robusta. Per i sapori e l'ottima qualità. Domina la carne nella lista delle pietanze tipiche; soprattutto quella di maiale, che si presta a tantissimi usi. Dalla carne di maiale si ricavano insaccati unici "per il palato e per la vista". Si chiamino "soppressate" o "capicolli", sono indispensabili in ogni antipasto. Altre prelibatezze completano il piatto d'inizio: i carciofini spinosi sott'olio, le saporite olive "cumbitè" o in salamoia, i profumatissimi pomodori secchi insaporiti con un'infinità di aromi vegetali, le olive schiacciate e, infine, qualche pezzo di piccante e candido pecorino. Si potrebbe dire che dopo già tanto, il pranzo è completo o che sazietà è raggiunta. Ma ancora la cucina caratteristica offre piatti sempre più sostanziosi, e si è solo all'inizio. Tra le paste, la più richiesta è quella "fatta in casa", filata ancora secondo l'uso antico, con il "ferro", giunco sottilissimo, e condita a gradimento con sughi dai sapori forti e particolari. Può essere un ragù alla carne di capra o una salsa con le melanzane ripiene, è assicurata in ogni caso la squisitezza.