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Soverato

Soverato, incastonata come una perla nel Golfo di Squillace, sorge su una pendice collinare tra le valli dell'antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame. Soverato è suddivisa in tre zone contingenti, la prima sulla costa (Soverato Marina), la seconda in bassa collina, poco distante e leggermente distaccata dalla prima (Soverato Superiore) e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato, distrutta dal terremoto del 1783 (Soverato Vecchia). La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina. Lungo la città si estende la Spiaggia di Soverato, con stabilimenti balneari che offrono cibo e bevande ai bagnanti, raggiungendo Caminia, si trova la Spiaggia di Caminia, in una tranquilla baia non attrezzata, circondata da alte e spettacolari scogliere. Ma Soverato non è solo mare e spiagge. Il Giardino Botanico Santicelli, situato su una collina, offre non solo un'incredibile quantità di magnifici e colorati fiori locali ed esotici, ma anche un fantastico panorama e delle storiche chiese.  La Chiesa di Maria Santissima Addolorata ospita la magnifica Pietà di Antonello Gagini, una scultura del XVI secolo che raffigura la Vergine Maria che sorregge tra le braccia Gesù ormai senza vita. Con i suoi interni mirabilmente decorati e arricchiti da un altare in marmo e da una collezione che include sculture e dipinti vecchi di secoli, anche la Cattedrale di Soverato merita una visita tra un tuffo e l'altro. Particolarmente degna di nota è la Chiesa di Sant'Antonio, realizzata in stile neogotico all'inizio del XX secolo, in cui sono esposte opere d'arte di tema religioso create da pittori locali.
La città è suddivisa in tre zone diverse: la prima fascia urbana si distribuisce sulla costa, la seconda si allarga in collina e la terza, la parte più alta della città, rappresenta la Soverato Antica. Nella parte vecchia della città molto suggestivo è l'antico borgo medievale, dove sono presenti i ruderi del vecchio abitato distrutto nel 1783. Un altro monumento interessante è l'imponente monastero di Santa Maria della Pietà, fondato nel XVI secolo fuori dal centro abitato e ancora oggi conservato perfettamente. Sempre nel borgo medievale sono visibili i ruderi delle chiese più antiche di Soverato, la chiesa Matrice edificata in epoca normanna, e la piccola chiesa di San Nicola. Vero elemento di interesse naturalistico è il Giardino Botanico Comunale, posto si di un'altura affacciata sullo splendido golfo di Squillace. Il giardino botanico contiene piante tipiche della macchia mediterranea ionica ed altre piante di origine tropicale, qualcuna in via di estinzione. Lungo la costa è possibile ammirare la leggendaria Torre di Carlo V, detta anche Turrazzo, una torre di avvistamento costruita fra il XVI e il XVII secolo con lo scopo di difendere la costa dagli attacchi dei pirati Turchi. La vera ricchezza di Soverato è certamente la sua costa meravigliosa, fatta di arenili di sabbia bianca di origine granitica, depositata nei millenni dal torrente Ancinale. Nel periodo estivo Soverato è ambita meta di turisti e visitatori che raggiungono il suo litorale anche dall'estero. Una tra le attrattive principali di Soverato è senz’altro la spiaggia, sabbiosa e bianchissima, che permette di godere al meglio delle acque cristalline che la bagnano, con fondali ben visibili anche a grandi profondità così come il vario assortimento di fauna e flora marina. Il lungomare rivaleggia in bellezza con le spiagge che costeggia e consente di fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta in un ambiente adorno di piante e palme. All’interno della Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata a Soverato Antica, si trova un classico esempio di arte rinascimentale. La Pietà di Antonello Gagini, scolpita su marmo bianco di Carrara, è un’opera d’arte di rara bellezza e raffigura il dolore della Vergine Maria che porta in grembo il Cristo deposto dalla croce. Il sito archeologico dell’antica Soverato è situato in un suggestivo e silenzioso paesaggio collinare che scivola verso il mare. Pare che la nascita di Suberatum risalga all’incirca al X secolo, quando gli abitanti di Soverato Marina si allontanarono dalla costa alla ricerca di un’area meno esposta alle incursioni piratesche. Purtroppo, la storia di Soverato Antica si ferma il 28 marzo del 1783, giorno in cui un devastante terremoto sconvolse la Calabria e distrusse interi paesi, tra cui Suberatum. Gli abitanti rimasti preferirono ricostruire il paese in un’altra area, che costituisce oggi Soverato Superiore. Nell’antica piazza, rivolta verso il mare, si trovano i resti della chiesa Matrice, insolitamente grande per una città di queste dimensioni, che simboleggiava la vita civile e religiosa. Ancora visibili sono i resti dell’antica cinta muraria, che abbracciava l’intero abitato e culminava con una torre d’avvistamento, che preannunciava gli attacchi dal mare. Nella baia sono presenti abitualmente due specie di cavallucci marini, l'Hippocampus hippocampus e l'Hippocampus guttulatus, entrambi in via di estinzione, inseriti nella lista del CITES. Non è difficile avvistare anche il Pesce ago e il mollusco Tonna Galea, entrambi presenti nella lista di protezione della convenzione di Berna.
Con l'arrivo dei coloni Greci dell'Attica sulla costa ionica, Soverato passò sotto il dominio di Skylletion, e secondo tradizione locale il centro abitato che si andò a formare prese il nome di Poliporto. Nel XX secolo è stato rinvenuto un tesoretto di monete greche di diverse città risalenti al IV-III secolo a.C., esposte oggi nel museo del parco archeologico di Scolacium. Nel periodo romano, sembra che nella marina di Soverato ci fosse un porto, ma non tutti gli studiosi sono concordi su questo punto. Comunque, sulla spiaggia in località San Nicola, sono stati ritrovati resti di basamenti di magazzini, in seguito trasformati in cave per macine che vengono alla luce in occasione di mareggiate. Nello stesso posto, poi, furono rinvenuti i resti di un grosso dolium (recipiente in cui gli antichi conservavano il vino, il grano, o altri prodotti di uso quotidiano) e di alcune monete romane. Secondo leggende locali, durante le Guerre Puniche tra Soverato e Montepaone ebbe luogo una battaglia tra gli eserciti di Annibale e Claudio Marcello. La nascita dell'antica "Suberatum" sul colle vicino l'attuale Soverato Superiore, risale probabilmente tra il IX e il X secolo, quando i saraceni fondarono emirati lungo le coste calabresi e quindi il popolo necessitava di un luogo protetto lontano dalla costa per sopravvivere alle costanti incursioni . È probabile che il nuovo villaggio sia stato fondato sulle rovine di un antico castrum romano o di una fondazione bizantina , secondo il racconto di un manoscritto tratto dall'Archivio Marincola e datato 1570. Il 1443 segnò l'avvento del dominio Aragonese; durante il regno di Alfonso I, Guglielmo perse il feudo, forse per ribellione o per altri intrighi di corte, e il re lo concesse a un certo Valentino Claver. In seguito, per alcuni anni Soverato, come molti centri calabresi, fu Comune demaniale. Nel 1483 passò a Federico d'Aragona. A partire da questa data si hanno notizie abbastanza precise circa l'ampiezza della popolazione, numerata per fuochi, ovvero per nuclei familiari. Intorno alla seconda metà del 1500, per porre rimedio alle frequenti incursioni saracene, Carlo V, re di Napoli, ordinò la costruzione di torre costiere a protezione dei centri abitati; tre di queste erano situate nel territorio di Soverato: la Finibus Terrae a Montauro; la Santa Maria di Poliporto, più nota come torre di Galilea o torre di Carlo V, sullo sperone di Spina Santa; la torre Ravaschiera, nel territorio di Satriano. Il 28 marzo del 1783 un violento terremoto scosse l'intera Calabria, sin dalla notte violente scosse che a volte durarono anche più di due minuti rasero al suolo interi paesi, tra cui Soverato. I danni furono stimati in Ducati altissimi perciò agli abitanti di Soverato convenne rifondare nuovamente il paese piuttosto che recuperare la somma per ricostruire le case distrutte dal terremoto. Il nuovo centro venne fondato su una vicina collina chiamata Arizzone e prese il nome di Soverato Nuovo. Nonostante i gravissimi danni materiali, Suberatum subì solo una perdita umana su 303 abitanti. Finita la costruzione del nuovo paese Soverato continuò ad espandersi ritornando anche sulla costa dove già nel XVIII secolo esisteva una piccola comunità di pescatori. Quest'area abitata dai pescatori, l'attuale Soverato Marina, risultava nei libri parrocchiali già dal '600 come Santa Maria di Poliporto o «Paleporto». , probabilmente riferendosi all'attuale Soverato Marina col nome di Santa Maria. Lo sviluppo di Soverato avvenne dal 1875 in poi quando venne costruita la ferrovia della linea Taranto-Reggio Calabria e gli amministratori dell'epoca decisero di trasferire, nel 1881, la sede municipale da Soverato alla Marina. Fino a metà del XX secolo Soverato vide lo sviluppo di varie attività commerciali e piccole industrie nonché la nascita di campeggi e hotel, e quindi un incremento turistico, che le valse il nome di «Perla dello Ionio».
La cucina tipica di Soverato ha origini contadine, con numerosi piatti fortemente legati alle ricorrenze religiose. Le ricette della zona fanno molto uso di verdure, di cui il territorio è fertile, tra cui melanzane, pomodori, peperoni, cipolle rosse e fave. Un ruolo centrale è occupato dal pane, curato nella preparazione e negli ingredienti e dalle paste tradizionalmente fatte in casa. I piatti tipici dell’area di Soverato Antica sono i Maccarruni i’casaPasta a lu fùrnu, Pasta e fagioli, Pesce spada calabrese, Polpette di melanzane e Pìpi e patate, accompagnati da numerose varietà di formaggi tipici locali.

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