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Parco Nazionale dell’Aspromonte

L'Aspromonte  è un massiccio montuoso dell'Appennino calabro, situato nella Calabria meridionale, nella provincia di Reggio Calabria, limitato a oriente dal mar Ionio; a occidente dal mar Tirreno, accanto dalle Stretto di Messina. Costituito in prevalenza da gneiss (indicavano un particolare tipo di roccia prodotta da metamorfismo regionale di medio e alto grado, i cui costituenti fondamentali sialici quarzo, ortoclasioplagioclasi)  e micascisti ( rocce argillose in ambito regionale,  composta essenzialmente da miche e quarzo in cristalli di dimensioni macroscopiche),di età archeozoica nella sua parte centrale e da formazioni sedimentarie più recenti alla periferia, culmina a 1955 m nel Montalto, da cui si irradiano numerosi contrafforti che scendono ripidi al mare, solcati da torrenti o fiumare. Caratteristici dell'Aspromonte sono i terrazzi, che, distribuiti in quattro ordini, a diverse altezze, coronano in tutti i settori i fianchi dei contrafforti (piani o campi d'Aspromonte). La popolazione si addensa nelle aree periferiche costiere; gli abitati stabili si spingono fin verso i 900 m s.m. Le zone più elevate sono frequentate mete turistiche estive e invernali. Nella zona litoranea prevalgono colture di agrumi, frutta e ortaggi, oltre i 600 m s.m. quelle della vite e dell'olivo, cui fanno seguito, più in alto, colture di cereali e patate, vasti boschi (soprattutto castagni) e pascoli.
Suggestivi paesaggi, sentieri che si affacciano su panorami mozzafiato, un patrimonio geologico internazionale, immense foreste di alberi secolari, rarità floristiche e faunistiche di una biodiversità eccelsa.  L'Aspromonte è cuore e passione, bellezza autentica, selvaggia, strettamente legata ad una identità storica immutata. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, caratterizzato da un’enorme biodiversità animale e vegetale, riserva ai suoi visitatori affascinanti percorsi tra la natura incontaminata e suggestivi itinerari storico-culturali. Il lago Rumia e il lago Costantino regalano suggestivi panorami rispettivamente nei pressi di Gambarie e nella valle del Bonamico. Nel Parco Nazionale d’Aspromonte è la natura a farla da padrona, con vette che sfiorano i 2000 metri e una grande varietà di specie vegetali che generano un’ampia biodiversità, grazie anche a condizioni climatiche particolarmente favorevoli. È facile ritrovarsi in meravigliose foreste di faggio, ma la spettacolarità di pinete immense e sublimi si deve al pino laricio, l’albero emblema dell’Aspromonte. Il Parco ospita anche molte specie animali che trovano nell’Aspromonte l’habitat ideale, come il lupo, che ha scelto la montagna aspromontana come rifugio, ma anche il gatto selvatico, il ghiro, il cinghiale e lo scoiattolo nero. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è ricco di magnifici e suggestivi paesaggi, di sentieri che affiancano panorami vasti e diversi e che permettono di attraversare zone in cui mare e monti appaiono così vicini da sembrare un unico ambiente. L’esplorazione nel cuore dell’Aspromonte offre la possibilità di percorrere a piedi affascinanti tragitti, dai più comodi a quelli più lunghi e avventurosi, in perfetta simbiosi con la natura e lo straordinario paesaggio circostante. Percorrendo i sentieri è possibile attraversare tutto l’Aspromonte ed estendere lo sguardo alle varie bellezze naturali, dalle cascate agli stretti valloni, dai monumenti storici ai piccoli borghi ed ai numerosi agglomerati rocciosi. Chi ama la natura non può non rimanere impressionato dalle immense foreste di alberi secolari e, ancora, dalle rarità faunistiche come il capriolo, che grazie all’Ente Parco d’Aspromonte è ritornato a vivere in questi boschi.

L'attività dell'Ente Gestore riguarda anche le seguenti aree protette:

Sito d'Interesse Comunitario Monte Basilicò - Torrente Listi
 Sito d'Interesse Comunitario Canolo Nuovo, Zomaro, Zillastro
Sito d'Interesse Comunitario Vallata del Novito e Monte Mutolo
Sito d'Interesse Comunitario Fiumara Buonamico
Sito d'Interesse Comunitario Fiumara Laverde
Sito d'Interesse Comunitario Contrada Gornelle
Sito d'Interesse Comunitario Piani di Zervò
Sito d'Interesse Comunitario Monte Fistocchio e Monte Scorda
Sito d'Interesse Comunitario Torrente Menta
Sito d'Interesse Comunitario Montalto
Sito d'Interesse Comunitario Vallone Cerasella
Sito d'Interesse Comunitario Torrente Ferraina
Zona Speciale di Conservazione Pietra Cappa - Pietra Lunga - Pietra Castello
Sito d'Interesse Comunitario Vallone Fusolano (Cinquefrondi)
Sito d'Interesse Comunitario Monte Tre Pizzi
Sito d'Interesse Comunitario Piano Abbruschiato
Sito d'Interesse Comunitario Monte Campanaro
Sito d'Interesse Comunitario Serro d'Ustra e Fiumara Butrano
Sito d'Interesse Comunitario Contrada Scala
Zona di Protezione Speciale Costa Viola
Zona Speciale di Conservazione Fiumara Amendolea (incluso Roghudi, Chorio e Rota Greco)
Zona Speciale di Conservazione Torrente Vasi
Il nome Aspromonte ha due possibili etimologie. Oltre al significato ovvio di "monte aspro" che ne descriverebbe la morfologia, un'altra possibilità è il significato di "monte bianco", dal termine grecanico aspro, che significa bianco. Alle sue pendici è insediata l'ultima comunità dei parlanti di lingua grecanica, un'antica lingua che deriverebbe dal greco antico o dal greco bizantino, per cui entrambe le etimologie sono verosimili. Nel 1862, a seguito della questione romana, in cui sembrava che il governo italiano volesse tenere un basso profilo, giustificato dagli accordi con Napoleone III protettore del papa, Garibaldi tentò di arrivare a Roma con 3.000 volontari. Ma la risoluta reazione dei francesi costrinse Urbano Rattazzi ad intervenire e a mandare il generale Enrico Cialdini a fermare Garibaldi. A pochi chilometri da Gambarie, il 29 agosto 1862, si svolse lo scontro, nel corso del quale Garibaldi fu ferito e preso prigioniero insieme con i suoi seguaci, alcuni dei quali vennero fucilati. Garibaldi fu condotto all'ospedale militare del Varignano, presso La Spezia. Nella località del comune di Sant'Eufemia d'Aspromonte, dove l'eroe fu ferito, si trovano un mausoleo con un suo busto e delle lapidi che lo ricordano ed è indicato l'albero che, secondo la tradizione, è quello dove egli si appoggiò ferito. Al Museo del Vittoriano a Roma sono conservati i cimeli dell'episodio (lo stivale forato e la pallottola).
I prodotti alimentari dell'Aspromonte sono di tipica tradizione pastorale e contadina: il friabile pane di grano cotto nel forno a legna; il capocollo, salume ricavato dalla spalla o dal lombo del suino; i fagioli; le patate d'Aspromonte; tra i formaggi, i caprini della Limina, la ricotta affumicata, il canestraio; il torrone ripieno di mandorle; il miele; l'olio extravergine d'oliva; il vino greco passito che si produce in una piccola zona del comune di Gerace, fuori dall'area della DOC Greco di Bianco. Nell'area grecanica dell'Aspromonte in alcuni villaggi si parla ancora un dialetto simile al greco antico e qui è possibile trovare, ma non in commercio, un rarissimo formaggio pecorino realizzato con uno stampo di legno particolare, la musulupa, che lascia sulla forma un'impronta circolare raffigurante figure umane, pupazzi. Tradizionali nella cucina locale sono i maccaruni 'e casa, maccheroni fatti a mano arrotolando un pezzetto di pasta attorno a un giunco oppure a un ferro da calza. La loro origine è magnogreca, sono conditi di solito con ragù di maiale e manzo o di capra. I maccaruni e la pasta secca in genere, importata dagli Arabi nel X secolo, sono insaporiti spesso con salsa di pomodoro fresco, sugo di pesce o frutti di mare, oppure vengono proposti in timballo, farciti con formaggi e salami, legumi o verdure oppure, tradizionalmente alla vigilia di Natale, con acciughe salate e mollica. Tipici di quest'area della Calabria sono poi capocolli, soppressate, "nduja" e salsicce arricchite sempre con peperoncino e finocchietto. I dolci della provincia reggina sono un'anticipazione della ricca, sontuosa, tradizione dolciaria siciliana. Particolarmente interessanti i torroni, ripieni di morbida pasta di mandorla oppure di mandorle a pezzetti e ricoperti di ostia, di zucchero glassato o di cioccolato, bianco o nero. Ma non si può parlare di questa zona della Calabria senza citare la produzione di bergamotto. Le notizie circa la provenienza del bergamotto e l'avvio della coltivazione in questa zona della Calabria sono le più diverse. Originario delle Canarie e portato in Spagna, nella città di Berga, dallo stesso Colombo, oppure arrivato in Italia da Pergamo in Tuchia, più verosimilmente il bergamotto è una mutazione spontanea da altre specie agrumarie attecchita nel XVII secolo nei dintorni di Reggio Calabria. Il bergamotto trovò nella fascia costiera, lunga un centinaio di chilometri alla base delle pendici dell'Aspromonte, tra Villa San Giovanni e Gioiosa Ionica, il terreno ideale per la sua produzione. La sua fama è legata all'invenzione nel 1704 della prima acqua di colonia a base di essenza di bergamotto, opera di un profumiere piemontese emigrato in Germania, a Colonia. In seguito allo sviluppo della industria profumiera e alla grande richiesta di essenza le coltivazioni si estesero: nel 1830, nella zona di Melito Porto Salvo, i grandi proprietari terrieri dell'epoca realizzarono i primi impianti industriali di trasformazione. La maggioranza del prodotto attualmente è esportato sotto forma di olio essenziale all'estero, in particolare in Francia, per essere utilizzato dalle case cosmetiche e farmaceutiche. Straordinaria la raccolta di funghi nelle foreste di faggi dell'Aspromonte: porcini, pineroli, rositi, tricoloma sono in vendita in bancarelle improvvisate sulle strade dell'immediato entroterra reggino, in particolare a Gambarie.

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Pietra Cappa Dal 08/05/2021 Al 31/10/2021

a persona€18.00
  • Tour di 7h
  • Escursione Naturalistica
  • Pranzo al sacco (escluso)
  • Livello Semplice