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Locri

Locri città della provincia di Reggio Calabria, posto nel territorio della Lòcride di cui è il centro amministrativo, culturale e religioso. Locri, in antichità è stata un'importante città della Magna Grecia. Oggi è centro turistico balneare, polo direttivo per l'intera Locride in cui hanno luogo numerosi eventi culturali. Locri è situata sulla pianura della fascia costiera ionica Reggina, fra il massiccio dell'Aspromonte ed il Mar Ionio. È circondata da parecchie colline da cui si possono ammirare i tipici paesaggi Locridei, agrumeti di ogni genere, fra cui il prezioso bergamotto, uliveti secolari, vigneti, mandorleti, lecceti spontanei, mirteti, gelsominaie e fichi d'india. Le spiagge locresi, chiamate spiagge dei Greci, sono grandi, incontaminate e disseminate della tipica vegetazione mediterranea, con una particolarità, la presenza dei Carpobrotus (pianta floeare) e del giglio di mare. Patria di Zaleuco, primo legislatore del mondo occidentale e della poetessa greca antica Nosside, la cittadina di Locri è il fulcro della cultura greca in Italia. Tra la cornice marina e incontaminata della Riviera dei Gelsomini ed ettari di uliveti secolari, è l’area archeologica più importante della Calabria.  
Tra la cornice marina e incontaminata della Riviera dei Gelsomini ed ettari di uliveti secolari, è l’area archeologica più importante della Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri è l'attrazione principale della locride, sorge ai confini dell'area sacra di Marasà, aperto al pubblico nel 1971 con la denominazione di "Antiquarium di Locri". E' una struttura di piccole dimensioni che si sviluppa essenzialmente su due livelli. Il livello sopraelevato è costituito dalla classica area espositiva nella quale trovano posto i reperti e le varie teche che li contengono, disposti secondo un criterio basato sul luogo di rinvenimento del manufatto; il secondo livello è uno spazio aperto che si sviluppa al di sotto del livello sopraelevato a formare quasi un portico nel quale trovano posto reperti di dimensioni maggiori quali sarcofagi, cippi funerari ed elementi architettonici di varia natura, tale spazio è stato inoltre utilizzato anche per conferenze e presentazioni relative all'attività archeologica sviluppatasi nel corso degli anni. Venne, quindi, individuato all'interno dell'area archeologica un edificio privato (il "Casino Macrì") che, realizzato tra il XVIII ed il XIX secolo ed adibito a masseria, inglobava ampie porzioni originali (persino una intera sala con copertura a volta) di una struttura di epoca romana e che, una volta acquisito e debitamente restaurato, avrebbe potuto ospitare, in un'ambientazione decisamente suggestiva, la collezione del periodo romano dei reperti provenienti dal territorio dell'antica Locri. Il Museo dei Ragazzi è un progetto speciale del Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, , è destinato al pubblico in età scolare e rappresenta un unicum per il territorio calabrese ed uno dei non molti esempi, a livello nazionale,Tali pannelli, dalla veste grafica colorata ed accattivante per attirare maggiormente l'attenzione dei ragazzi, unitamente ad un linguaggio semplice e diretto, raccontano la storia dell'antica Locri Epizefiri ed illustrano la vita quotidiana che in essa si svolgeva più di 25 secoli fa. Il nucleo storico di Locri è compreso tra corso Vittorio Emanuele e Viale Matteotti, un angolo impreziosito da palazzi ottocenteschi in stile borghese e dalle quattro chiese di Santa Caterina, oggi in stile romanico-lombardo, di Santa Maria del Mastro, la Cattedrale del borgo, di San Biagio e dell’Addolorata. Il centro vero della città è però considerato il Palazzo di Città, opera del fiorentino Spinola, che si fa riconoscere col suo meraviglioso colore verdeggiante delle facciate. Tra i Monumenti più importanti di Locri annoveriamo: il Monumento ai Cinque martiri di Gerace, dedicato a cinque cittadini della Locride che nel Risorgimento furono giustiziati per aver lottato per la libertà; il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, proprio di fronte al Palazzo di Città; e ancora il Monumento a Nosside, sul lungomare cittadino, scolpito dall’artista Tony Custureri.  
Noto fino al 1934 come Gerace Marina, l'attuale nome deriva dall'antica Locri Epizefiri, città magnogreca i cui scavi si trovano parte nel comune di Locri parte nel comune di Portigliola, alcuni km a sud dall'odierno centro abitato. Locri Epizefiri fu una città della Magna Grecia, fondata sul mar Ionio, nel VII secolo a.C., da greci provenienti dalla Locride. Locri fu l'ultima delle colonie greche fondate sul territorio dell'attuale Calabria. I coloni, giunti all'inizio del VII secolo a.C., si stabilirono inizialmente presso lo Zephyrion Acra (Capo Zefirio), oggi Capo Bruzzano. Il primo insediamento venne fondato nel luogo indicato dall'oracolo di Delfi, presso capo Zefirio (l'attuale capo Bruzzano), ma dopo alcuni anni i coloni - insoddisfatti della località occupata pur corrispondente all'indicazione dell'oracolo - si spostarono verso nord di circa venti chilometri, dove fondarono una nuova città alla quale diedero lo stesso nome del primo insediamento, probabilmente per sentirsi sempre sotto la protezione del dio Apollo. I coloni si trasferirono sul colle Epopis, dove però trovarono insediate popolazioni indigene di Siculi, che sarebbero state scacciate dai locresi con uno stratagemma molto astuto: i coloni giurarono che fin quando avrebbero calcato la stessa terra e portato la testa sulle spalle sarebbero stati fedeli, ma a giuramento fatto essi si liberarono della terra messa in precedenza nei calzari e delle teste d'aglio, scacciando i Siculi dalla zona. Nel corso di un secolo la polis di Locri Epizefiri estese la propria presenza dalla costa ionica al versante tirrenico dell'attuale Calabria, probabilmente per tenere lontana la minaccia di un'espansione della nemica Kroton (Crotone); così i locresi fondarono tra il 650 a.C. ed il 600 a.C. le due colonie di Medma (oggi Rosarno) e di Hipponion (oggi Vibo Valentia), probabilmente su preesistenti centri abitati, ed occuparono Metauros (oggi Gioia Tauro), centro già fondato come propria colonia da Zancle (Messina) o Rhegion (Reggio Calabria). Dopo la conquista romana di Locri Epizephiri e a seguito sia delle scorrerie saracene e turche che della piaga della malaria, il sito fu progressivamente abbandonato e gli abitanti si spostarono verso le più sicure colline dell'entroterra dove sorse Gerace. Nel XIX secolo, col ritorno della popolazione verso le zone costiere e grazie anche all'avvento della ferrovia, si sviluppò l'abitato di Gerace Marina, frazione appartenente al comune di Gerace. Gerace Marina acquistò sempre più importanza col trasferimento, da Gerace, di alcune importanti strutture amministrative e commerciali, tra cui il Tribunale e la Banca Popolare nel 1880, fino a divenire comune autonomo nel 1905. A dare ulteriore slancio furono la nascita e lo sviluppo di importanti attività commerciali ed industriali: ad esempio, le Officine Meccaniche Calabresi (OMC), nei primi anni trenta, impiegavano 200 operai. Nel 1934 il comune di Gerace Marina assunse l'attuale denominazione di Locri.
La Calabria è una regione del sud Italia, i suoi prodotti tipici, sono conosciuti da tutta Italia e anche in Europa. Ottimi prodotti, creati nei secoli, grazie anche ai moltissimi popoli che hanno conquistato la Calabria: dai normanni, agli arabi, greci e spagnoli. Anche se vi sono molte differenze di prodotti, all'interno della Calabria; quelli base rimangono gli stessi.
  • Le Crispelle sono un tipico prodotto da forno della provincia reggina; è composto da farina, acqua, lievito e sale; psesso è farcita con acciuga o ricotta fresca. Ha una forma sferica di 5 cm di diametro, ha un sapore salato e un odore acuto. A lievitazione completata si prende dell'impasto con un cucchiaino da tavola, lo si farcisce con acciughe o ricotta fresca, e si friggono in olio caldo abbondante.
  • Salame; Il Buccularu è un tipico prodotto di maiale della provincia. E' derivato dal taglio di carne corrispondente alla parte della guancia e del collo del maiale lavorata e condita con sale, pepe nero e rosso. Presenta una forma cilindrica di medie dimensioni e di vario peso; ha un sapore sapito e rico di aromi.
  •  La struncatura è una caratteristica pasta reggina, è prodotta con farina integrale di frumento. Ha una foma simile alle linguine, una lunghezza media di circa 40 cm, un sapore deciso, un odore rustico e un colore scuro. Per il loro condimento solitamente si usano olio, acciughe, aglio, olive nere, formaggio, mollica grattugiata di pane biscotto.
  • Rinomato sia in tutta la regione sia in tutta la provincia, il peperoncino piccante calabrese generalmente è coltivato sia a livello familiare sia a livello aziendale: giardini, palconi e campi sono interamente adibiti a questa coltura utilizzando tecniche di lavorazione molto tradizionali in quanto si tratta di una pianta che non necessita di molte cure. Dopo il raccolti i peperoncini vengono infilati con ago e filo fino a formare una collana e poi vengono appesi in cucina o in un altro posto idoneo.
  •  L'olio denominato come extravergine della Locride è il più caratteristico condimento della provincia reggina. É il risultato della coltivazione delle olive provenienti dalla zona conosciuta come Grossa di Gerace. Propone un sapore del tutto particolare, un odore fortemente aromatico e un colore che può variare dal verde scuro al verde oro per giungere al giallo oro.
  • Vini  con la denominazione Bivongi doc vengono classificati tutti i vini ottenuti nella provincia reggina.Sono vini divisi in Bianco, dal colore paglierino, dall'odore gradevole e dal sapore secco; Rosso, dal colore più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, dall'odore delicato e dal sapore armonico e fruttato. Infine il rosato dal colore più o meno intenso, dall' odore vinoso e dal sapore fruttato.