Quokka Travel – Hotel, Guide ed EscursioniQuokka Travel – Hotel, Guide ed Escursioni

Con la registrazione, dichiaro di aver letto i Termini di Servizio e la Privacy Policy

Sei già un membro?

Quokka Travel – Hotel, Guide ed EscursioniQuokka Travel – Hotel, Guide ed Escursioni

Non hai un account?

Isola Capo Rizzuto

Capo Rizzuto è una frazione di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, in Calabria. Situata sul versante jonico della Calabria, è una delle principali località balneari di Isola di Capo Rizzuto. Sorge su un promontorio che si stende sul mare caratterizzato dall'affascinante alternarsi di scogliere scoscese e selvagge, piccole calette e spiagge di finissima sabbia che va dal colore giallo dorato al rosso corallo ornata dal fiorire spontaneo della vegetazione propria della macchia mediterranea; i colori del mare sfumano dall'azzurro cielo al verde smeraldo i cui fondali ospitano il patrimonio della flora e della fauna dell'area protetta offrendo ai visitatori spettacoli meravigliosi. Un paesaggio meraviglioso tanto da meritare l'istituzione dell'area marina protetta di Capo Rizzuto che offre itinerari di rara bellezza, un percorso esclusivo tra l'affascinante e incontaminato patrimonio naturalistico. Il territorio è molto esteso e comprende le località di Le Castella, Capo Rizzuto, Marinella e Cannella. Nel comprensorio comunale ricade anche l'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, una tra le aree protette più suggestive ed estese sul mare Mediterraneo.
Questo gioiello della Calabria affonda le sue radici in un passato davvero antico, e conobbe periodi di fasto e splendore nel Medioevo, quando divenne oltre che un importante centro commerciale anche un forte difensivo capace di tenere al sicuro la popolazione dagli attacchi dei pirati saraceni e turchi. Diverse infatti sono le fortezze, e mura e le torri di avvistamento che punteggiano la zona. E’ proprio un edificio militare ad essere il simbolo di Isola di Capo Rizzuto: il Castello Aragonese della località Le Castella, un sogno architettonico da non perdere per niente al mondo se si capita da queste parti. La posizione di questa struttura difensiva è decisamente particolare: sorge su un isolotto poco fuori dalla costa ed è collegata alla terraferma da una lingua di terra che emerge ed è praticabile solo nei momenti di bassa marea. Con l’alta marea invece il Castello è completamente isolato e circondato dalle onde, a rendere il luogo ancora più suggestivo. L’impianto originario della struttura dovrebbe risalire al XIV secolo ed è verso la fine del XV secolo la fortezza di Le Castella passò in mano aragonese. Il Castello poggia però su fondamenta databili nel periodo Magno-Greco e secondo la leggenda fu utilizzata addirittura da Annibale, quando egli soggiornò nella zona nel III secolo a. In anni recenti il castello Aragonese è stato restaurato e reso visitabile, ed è divenuto più volte set di riprese cinematografiche e location per spot pubblicitari. Un’altra interessante testimonianza storica di Isola di Capo Rizzuto è il Parco Archeologico situato nella frazione di Capo Colonna. Sono ammirabili qui inoltre alcuni resti murari di epoca greca sepolti dalle acque del mare. Passeggiando per il centro di Isola di Capo Rizzuto ci si può perdere letteralmente tra vicoli e stradine, fino ad arrivare al Santuario della Madonna Greca, un luogo che gli amanti delle architetture religiose non possono assolutamente perdersi. La Festa della Madonna Greca, dedicata proprio a questa icona sacra, è ancora oggi una delle più sentite e partecipate di Isola di Capo Rizzuto e si tiene a maggio e ad agosto ogni anno. Sole caldissimo, clima mite per la maggior parte dell’anno e un mare tra i più trasparenti d’Italia: Isola di Capo Rizzuto in Calabria non delude di certo gli amanti della vita da spiaggia, che oltre ai già citati litorali di Le Castella possono andare alla scoperta della quiete della piccola frazione di Capo Bianco che custodisce spiagge libere e mai troppo affollate. Qui il mare è a dir poco meraviglioso e invita a tuffarsi senza indugi. Altre bellissime spiagge di Isola di Capo Rizzuto sono la Spiaggia Grande e quella di Capo Piccolo, una zona baciata dalla macchia mediterranea. Le Cannella invece è una spiaggia imperdibile di Isola di Capo Rizzuto, che offre ai suoi avventori acque di cristallo e sabbie color rosso. Non ci si può perdere nemmeno la Spiaggia di Sovereto o la Spiaggia dei Cavallucci, com’è impossibile sfuggire al fascino della Spiaggia dei Gigli una caletta soleggiata che lascia crescere rari gigli marini sulla sua stretta lingua di sabbia dorata. L’ambiente marino che circonda Isola di Capo Rizzuto è di tale valore naturalistico da aver portato all’istituzione di un’Area Marina Protetta a tutela di questo prezioso tratto di costa. Se si desidera avere un assaggio delle meraviglie sommerse del territorio anche se non si è provetti sub, l’Aquarium è il posto dove andare. Qui sono stati ricreati magistralmente gli habitat dell’area marina protetta, rendendo possibile a tutti osservare da vicino piante ed animali che popolano i fondali di Isola di Capo Rizzuto
Fu fondata da un popolo proveniente dall'Africa del nord i Japigi (popolo proveniente dai luoghi dove poi fu eretta Cartagine) che si stabilirono tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo (1200a.c.). Questo popolo diede il proprio nome ai promontori che si bagnano nel mare antistante e che anticamente erano riconosciuti come "Promontorium Japigium", gli odierni Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella. I japigi furono poi scacciati da un altro popolo antico, i Coni (originari dell'Epiro nella penisola balcanica) e si trasferirono nella vicina Puglia. Isola Capo Rizzuto porta questo nome pur non essendo circondata dal mare e trovandosi anzi a 4 km da esso. Il nome "Isola" compare in alcuni documenti del 900 d.c. circa, quando Leone VI il filosofo (886-911) pubblicò la "Nea tattica" o "Diatyposi" che riportava l'ordinamento delle chiese di rito greco ortodosso in Calabria, e tra questa è citata "ò ton Aésulon", l'odierna Isola. Alcuni pensano che questo nome nasce dalla volgarizzazione del latino Asyla (luogo sicuro) nome che venne dato alla città quando gli abitanti si trasferiscono dalla costa all'interno del territorio per meglio difendersi dalle incursioni dei pirati turchi che infestavano la zona. Più prosaicamente altri fanno risalire il nome alle costruzioni rurali romane che caratterizzavano le campagne e che erano dette "Insule", cioè costruzioni isolate che servivano da case e da magazzini per i prodotti dei campi e che erano il centro della vita contadina. La storia locale si intreccia continuamente con la leggenda, la più antica vuole che a fondare la città sia stata Astiochena, sorella di Priamo, scampata alla distruzione di Troia ed approdata in questi luoghi insieme al padre ed alle due sorelle. Con la colonizzazione greca ebbe origine in queste zone il fortunato periodo storico, detto della Magna Grecia, che vide gli antichi abitanti di Isola subordinati alle vicende della più giovane città di Crotone (708-709 a.c.) che diventò uno dei poli principali della cultura e dell'economia del tempo. Isola Capo Rizzuto, nel medioevo, diventando importante centro della diffusione della religione cattolica nell'Italia del sud divenne sede vescovile, fino al 1818. In questo periodo costruirono molte chiese e monasteri, dando vita al poderoso sistema difensivo che era formato da importanti costruzioni quali il castello dei Ricca e le mura di cinta del borgo vecchio ad Isola di Capo Rizzuto, il Castello Aragonese di Le Castella, le numerose torri costiere di avvistamento e di difesa. Gli abitanti di Isola parteciparono attivamente alle vicende storiche del Medioevo subendo molte perdite di vite umane e distruzioni ad opera di pirati turchi e saraceni ma anche degli aragonesi (rivolta del Centelles - 1459) che a lungo dominarono questi luoghi e che spesso punivano le popolazioni locali per la loro dichiarata adesione a questo o a quel partito belligerante nel corso delle numerose guerricciole locali. Successivamente nel Risorgimento in molti aderirono ai moti politici che portarono all'unità d'Italia, compresa la campagna Garibaldina, ed infine parteciparono attivamente alle due guerre mondiali subendo spesso i bombardamenti aerei per la vicinanza del locale aeroporto.

La gastronomia del Marchesato Crotonese è caratterizzata da una cucina povera ma dai sapori decisi. La spezia per eccellenza è il peperoncino rosso piccante, molto usati sono i prodotti spontanei come: cicoria, asparagi, cipolline selvatiche e finocchio aromatico.

Alcuni piatti tipici della cucina crotonese sono: avannotti di pesce azzurro salati e pepati con polvere di peperoncino rosso piccante, formano una sorta di caviale povero. Cavatelli specie di gnocchetti cavati su di un apposito cesto di vimini. Maccheroni corti ricavati sfilando l’impasto con un apposito ferretto. salsicce fatte con carne di maiale, tagliata con il coltello, semi di finocchio, peperoncino rosso. contorno a base di peperoni e patate fritti insieme. Zuppa di pesce tipica del territorio preparata utilizzando pesci di scoglio cotti in un tegame di coccio. Pitta: dolce delle feste costituito da una pasta sfoglia ripiena di mandorle e uva passa. Infine grossi gnocchi dolci fritti in olio e poi immersi nel miele, si preparano durante il periodo natalizio. Il pecorino Crotonese, inoltre, è un formaggio tipico che ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine protetta (D.O.P.).Per quanto riguarda i vini, il territorio è ricco di vigneti pregiati nelle terre a nord di Crotone, vini tipici del territorio sono: Cirò Melissa e Val di Neto.