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Gerace

Gerace è borgo  della provincia di Reggio Calabria, la cittadina, che conserva ancora oggi un'impostazione e un fascino medievale, si trova all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d'epoca e vani, un tempo abitazioni o botteghe, scavati direttamente nella roccia. Vi si possono ammirare il castello, la concattedrale, la chiesa di San Francesco, una serie di piccole chiese probabilmente di origine bizantina oltre a numerose costruzioni civili di varie epoche e stili architettonici. Dalla sua posizione arroccata, Gerace gode di un'ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride. La città è posta su una rupe, a 470 metri sul livello del mare, di arenarie mioceniche all'estremità sud-est del lungo tavolato che congiunge le Serre all'Aspromonte e dista circa 10 km dalla costa jonica. La perfezione delle sue chiese, dei suoi palazzi storici e dei suoi monumenti ed il loro integrarsi armonioso con il paesaggio circostante sono valsi alla città il diritto ad entrare nella classifica dei borghi più belli d’Italia.
Tra le cose da non perdere a Gerace un posto di rilievo lo merita certamente il suo Castello. L’imponente edificio fortificato che si erge sulla parte più alta della città e domina dall’alto tutto il territorio circostante. La sua struttura normanna è ancora ben visibile, nonostante i numerosi terremoti che hanno coinvolto quest’area apportando ingenti danni al maestoso palazzo. Dall’area antistante le mura del castello, chiamata Baglio, si ammirano favolosi panorami sul paese di Antonimina, e sulla valle omonima. Uno dei punti di interesse principali di Gerace, nonché luogo di culto tra i più importanti della zona, è il Duomo di Gerace. La basilica concattedrale di Santa Maria Assunta di Gerace, consacrata al culto nel 1045, è una delle più rinomate costruzioni normanne della regione Calabria, dichiarata bene architettonico di interesse nazionale. In essa gli stili bizantino-romanico-normanni si fondono, rendendone pira meraviglia sia gli esterni che il meraviglioso ambiente interno a tre navate. La Cattedrale non è l’unico edificio religioso di Gerace: la piccola cittadina vanta infatti la presenza di numerosissime chiese, oltre a conventi e monasteri, caratteristica che ha fatto conquistare al borgo calabrese l’appellativo di “Città Sacra”. Degne di nota sono anche la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di San Giovannello oltre che quelle del Sacro Cuore, di Santa Maria di Monserrato e molte altre. Tra i conventi principali, decisamente suggestivi sono il convento dei Cappuccini e quello dei Minori Osservanti. Per godere di un altro punto decisamente panoramico della cittadina, da non perdere la zona delle Bombarde. Si tratta di spianate sulle quali venivano posizionati i cannoni a difesa dell’area costiera, che oggi sono diventate meravigliosi belvedere dai quali abbracciare con lo sguardo lo Ionio e la lussureggiante flora che circonda il borgo. Per innamorarsi definitivamente di Gerace niente di meglio che ammirare l’accogliente Piazza del Tocco sulla quale si stagliano Palazzo Calceopulo, Palazzo Migliaccio e Palazzo Macrì, per poi intrufolarsi tra le suggestive vie del paese ed andare alla scoperta di una meravigliosa particolarità di Gerace, ovvero le grotte scavate nella roccia di Borgo Maggiore un tempo sede degli artigiani che lavoravano l’argilla, ed ancora oggi utilizzate dagli artisti locali per tramandare questa tradizione artigiana. Se ci si trova in questa zona della Calabria nel mese di luglio sarà possibile avere la fortuna di assistere al Borgo Incantato, un festival di arte di strada che anima le vie della città e la rende, se possibile, ancora più magica. E per godersi le onde del Mediterraneo, a pochi chilometri da Gerace il mare sempre splendido della Calabria si offre in tutto il suo fascino nelle località balneari della cosiddetta Costa dei Gelsomini.
l suo nome dalle origini greche significa “sparviero” e leggenda vuole che fu proprio un rapace a scegliere la posizione dove sarebbe sorto il villaggio: Gerace vanta una posizione nascosta e riparata, che si è rivelata sufficientemente strategica nel corso degli eventi storici che hanno coinvolto la città e che le permettono ancora oggi di mantenersi fuori dalle rotte più turistiche e di conservare intatto il suo fascino antico. La storia di Gerace è strettamente collegata a quella di Locri Epizephiri. Il nucleo abitativo, infatti, nonostante esistano tracce di frequentazione in epoca pre-greca, greca e romana, si sviluppa solo in seguito all'abbandono della città di Locri, avvenuto a partire dal VII secolo d.C., a causa del sempre maggiore pericolo piratesco e la sempre crescente insalubrità delle coste. A questo spostamento dei Locresi dall'antico sito costiero verso l'interno è strettamente collegato anche il nome della cittadina che, a dispetto delle leggende che vogliono che esso sia legato ad un leggendario sparviero, che avrebbe guidato i Locresi, inseguiti dai Saraceni, verso la rocca, pare dipendere dal nome della Diocesi di Locri, dedicata a Santa Ciriaca. Che la cittadina fosse da sempre strettamente collegata alla cristianità appare evidente non solo dal fatto che sia stata spostata, in realtà, la sede della diocesi locrese, ma anche dalla presenza innumerevole di chiese e monasteri anche infra murosche ha contribuito a identificare la rocca come una sorta di Monte Santo. Per la sua particolare posizione, però, Gerace divenne ben presto un centro di importanza eccezionale nella Calabria Meridionale; la possibilità di controllare i traffici costieri, la sua particolare conformazione orografica che permetteva una naturale fortificazione, fece sì che divenisse oggetto di attenzione sia dell'Impero bizantino che del regno di Sicilia. La presenza congiunta di tali potenze fece sì che il centro resistesse a lungo agli attacchi degli Arabi, che mantenesse una certa autonomia rispetto ai Normanni e che fosse, in seguito, oggetto di attenzione per i dominatori non solo dell'Italia ma di tutto il Mediterraneo. Testimonianza di tale importanza ne è la grande ed eccezionale, quantità di architetture ecclesiastiche e laiche, frutto di committenze imperiali, principesche e feudali.
Sapori particolarmente forti caratterizzano la cucina geracese, legata a una tradizione contadina. Qui si ama ancora “tirare” la pasta a mano e in casa, per poi condirla con le melanzane oppure con il sugo di capra, particolarmente consumata qui sulle pendici dell'Aspromonte. Il maiale è cucinato in mille modi diversi, ma ovviamente è spesso trasformato in insaccati, capocollo e soppressata, insaporiti dal piccante uso del peperoncino. Presenti sulle tavole locali sono sempre i pomodori secchi, le olive sott'olio e le tante verdure, da melanzane, zucchine e peperoni ripieni, alla peperonata, alla frittata di asparagi selvatici e alle varie minestre. Tipici sono i fritti, l'alatucia (cotiche) con le uova, la “curcudia” (una polenta dell'Aspromonte). Ottimi i formaggi, in particolare le ricotte di latte di pecora dell'Aspromonte. Tra i dolci, una specialità geracese è la cicerata, a base di ceci lessi, miele e cannella. Un'altra sono le rafiole, biscotti fatti di farina, uova e zucchero, impreziositi da una glassa bianca che la tradizione associa alla purezza della donna che deve prendere marito, e che per questa ragione è diventato un dolce tipico delle feste nuziali. E poi si segnalano le sammartine di pasta sfoglia, con fichi secchi, mandorle, noci e vino moscato; le sgute di Pasqua dalle caratteristiche forme; la pignolata (sfere di pasta dolce fritta avvolte nel miele); le nocatule (particolari ciambelle fritte), e poi le zeppole, il torrone e i gelati alla frutta. Buona in zona è la produzione di olio d’oliva, ricavato dall'oliva grossa, tipica del territorio, cultivar molto versatile, ideale anche per essere conservata in salamoia. La Locride è infine nota e apprezzata per i suoi vini passiti, come il Mantonico di Bianco e come il famoso Vino Greco di Gerace, dolce e liquoroso, che sin dai tempi degli antichi Greci veniva offerto agli ospiti con miele e fichi