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Diamante

Diamante  è un borgo della provincia di Cosenza, situato sulla costa tirrenica nordoccidentale della regione. Posta al centro della Riviera dei Cedri, la posizione geografica, i suoi circa otto km. di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, nonché il mare cristallino ed i fondali sempre diversi ne fanno una delle mete turistiche della Calabria. Diamante possiede una delle due uniche isole della Calabria, l'isola di Cirella, un piccolo isolotto dalla forma suggestiva e dalla flora selvaggia dove i fondali sono splendidi e regna la Posidonia argentata. La cittadina, stagliandosi sul mare, ha come prerogativa turistica la valorizzazione della costa, fonte di attrazione ed interesse che negli anni ha attratto molti turisti. Ciò che ritrae Diamante come una cartolina è il famoso Lungomare Vecchio, soprastante la scogliera antistante il porto, che imponente e curato nei dettagli ospita migliaia di persone ogni estate. Presto Diamante divenne anche un centro per la pesca e l'agricoltura, grazie alla nutrita flotta e alla produzione del cedro. Le caratteristiche particolari di questo agrume nella sua varietà autoctona denominata cedro liscio di Diamante (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura), lo resero unico e conosciutissimo sul mercato mondiale; grazie alla sua massiccia esportazione verso Israele e gli Stati Uniti, dove era usato dalle comunità ebraiche che in occasione della festa dello Sukkot inviavano i propri Rabbini a selezionarlo.
Girando nei vicoli del borgo marinaro, attraversando le stradine strette e passando per le larghe piazze, a colpire lo sguardo dei turisti è da subito l’arte. Sì, perché a Diamante per osservare un’opera non bisogna per forza entrare in un museo, le strade sono lastricate di affascinanti Murales, oltre 150 opere d’arte dipinte sui muri del centro storico e della frazione Cirella, realizzate a partire dal 1981 da pittori ed artisti di fama internazionale. Il murales più grande si trova nella piazza antistante il comune, raggiunge i 50 metri e racconta la storia del paese. Appena entrati nella cittadina, ci si imbatte nel Lungomare di Diamante, chiamato anche Lungomare nuovo, dove è possibile fare una piacevole passeggiata godendo della vista del mar Tirreno, mentre si gusta un gelato o si beve una fresca granita, oppure ci si può fermare nell’ampia spiaggia fatta di sassolini e ciottoli, attrezzata con diversi stabilimenti balneari. Proseguendo verso la parte antica, si incontra il secondo lungomare, denominato Lungomare vecchio, o "salotto di Diamante", da qui è possibile osservare tutta la costa, che di sera viene illuminata dalle imbarcazioni dei pescatori con le loro lampare. Nella parte sud del lungomare vi è poi un enorme diamante fatto in pietrasimbolo della città. Molto frequentata è la Spiaggia lo "Squalo", nel cuore del centro storico, che pur non essendo molto ampia è la più caratteristica, in quanto permette di godere di una splendida vista dell’isola e del centro storico contemporaneamente. Dopo tanto mare, in un battito di ciglia si passa ad un verde paesaggio montano, grazie al Parco La Valva, sito lungo l’ultimo tratto della valle in cui scorre il fiume Corvino. Qui è possibile dedicarsi a lunghe passeggiate, oppure a pic-nic immersi nel verde, ma anche fermarsi nei campi da tennis, di pallavolo, bocce e da calcetto. Nel parco ha sede anche la rinomata Accademia del peperoncino. Diamante è anche ricca di edifici religiosi che ne conservano le tradizioni e la storia. Nella parte antica di Diamante si può visitare la Chiesa dell’Immacolata Concezione, risalente al XVII secolo, in stile barocco, donata dal principe di Bisignano Tiberio Carafa. Ad opera ultimata, le famiglie Patrizie di Diamante donarono artistiche statue lignee del XVII secolo, altri edifici religiosi degni di nota sono la Chiesa di San Giuseppe, situata nel centro storico, e ancora, la Chiesa di San Biagio, del 1800. La Chiesa Gesù Buon Pastore, del 1984. Infine, la Chiesa della Madonna dei Fiori, edificata nel 1634, probabilmente su una cappella bizantina, di cui rimane il frammento di una scultura del XIII secolo riproducente un capitello corinzio, usato come porta-cero pasquale. L’edificio serba con cura il busto ligneo del 1500 della Madonna dei Fiori e monumenti funerari della famiglia nobiliare Catalano-Gonzaga. Alla stessa famiglia apparteneva il Palazzo Ducale, costruito nel XVIII secolo, caratterizzato da una colonna romana e da un’antica scalinata in pietra viva. A soli 4 km a nord di Diamante, si trova il paesino di Cirella, un centro turistico molto caratteristico, adornato anch’esso dagli stravaganti murales e ricco di storia. Nella parte antica della città è possibile visitare i ruderi di Cirella, costituiti dai reperti dell’abitato della città antica (dell’850 e il 1000 d.C.) e da altre importanti costruzioni, come il Castello costruito dal principe Carrafa nel XVIII secolo, eretto a difesa del territorio e adibito per metà a prigione e per metà a residenza estiva. Di particolare interesse è il  Convento di San Francesco di Paola o Convento dei Minimi, risalente al XVI secolo, i ruderi della Chiesa di San Nicola Magno, al cui interno si notano ancora tracce di affreschi, e infine il Teatro dei Ruderi, che ospita diverse iniziative e spettacoli teatrali. Gli amanti della storia non si lasceranno scappare di certo una visita al Mausoleo, un monumento funerario di epoca imperiale databile tra la fine del I ed il III secolo d.C. contenente ben 39 tombe. Dopo tanta storia, la natura e la sue bellezze tornano predominanti nell’Isola di Cirella, dalla caratteristica forma a balena, i cui fondali ospitano la posidonia oceanica, una specie protetta che vive solo nelle acque più limpide. L’isola, sita a largo del litorale tra Diamante e il paesino di Cirella, è facilmente raggiungibile dalla spiaggia antistante, oppure dal porto di Diamante. Si tratta di una terra incontaminata e disabitata, ma che contiene delle piccole insenature e delle grotte bellissime, molto spesso nascoste ma visitabili con l’aiuto di una guida. Degni di nota anche i ruderi di una torre costiera d’avvistamento, costruita tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, per difendere il territorio dalle incursioni turche.
Fonti storiografiche diverse documentano insediamenti già dai tempi dei greci Focesi e dei Romani. Le prime notizie sulla nascita di un vero e proprio nucleo abitato nei luoghi di Diamante risalgono al 1500, allorquando il Principe Sanseverino ordinò la costruzione di una postazione difensiva per contrastare le incursioni saracene. Intorno al torrione dei Sanseverino sorse più tardi una fortificazione del territorio ad opera del principe di Bisignano Tiberio Carafa, padrone dei territori di Belvedere Marittimo e di Diamante già dal 1622. Al termine delle scorribande turche, la popolazione dalle campagne si spostò verso il mare incrementando i traffici commerciali. Successivamente benestanti e commercianti napoletani, amalfitani e salernitani, e nobili famiglie, anche di origine spagnola vi si stabilirono per la posizione e l'amenità del luogo dando vita al centro abitato. Presto Diamante divenne un discreto centro per la pesca e l'agricoltura, grazie alla nutrita flotta e alla produzione del cedro (Citrus medica). Le caratteristiche particolari di questo agrume nella sua varietà denominata "Cedro liscio diamante", comunemente detto di Santa Maria del Cedro, (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura), lo resero unico e conosciutissimo sul mercato mondiale, anche in virtù del profondo legame con i rabbini provenienti da tutte le comunità ebraiche del mondo, i quali giungevano ogni estate a Santa Maria del Cedro e sulla Riviera dei Cedri, per selezionare il cedro perfetto, ovvero il "frutto dell'albero più bello", da utilizzare durante la festa dei Tabernacoli. Grazie alla sua massiccia esportazione verso Israele e gli USA, dov'è ancora usato dai Rabbini durante Sukkot, il cedro è diventato una risorsa economica consistente per l'intero territorio
Un tour sul litorale tirrenico della Calabria e nel territorio immediatamente a ridosso della costiera porta a delle vere scoperte paesaggistiche e gastronomiche. Essendo un vecchio borgo marinaro, molta della cucina tipica è a base di pesce, come le ‘alici chiini’ (alici ripiene), la frittura di ‘paranza‘ (misto di pesce di piccole dimensioni), la cernia alla diamantese (cotta al forno con aromi naturali: pomodoro, olive e capperi), le ‘pitticelle’ di rosamarina (deliziose frittelle a base di bianchetto); la rosamarina con il pepe (il cosiddetto caviale dei poveri) e le alici conservate sotto sale e peperoncino in recipienti di creta detti ‘cugnitti’. Con il cedro si preparano un ottimo liquore, il cedro candito e i ‘panicilli’ (acini di uvetta aromatizzata avvolti nelle foglie di cedro e poi infornati). Il dolce che invece non manca mai nelle case calabresi sono le crocette di fichi ripieni, retaggio della Magna Grecia e dessert invernale per eccellenza. I fichi sono farciti con noci e scorza di arancia, poi intrecciati a forma di croce, o fiore, e cotti nel forno. Una vera delizia per il palato.